Archivio dell'autore: stefanobu

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Non lo so che cosa vado a raccontare. So soltanto che ho qualcosa che mi andrebbe di esprimere, qualcosa che mi arde dentro e non mi abbandona mai. Questo qualcosa, forse, potrei chiamarla ispirazione di vivere, o soltanto inettitudine, o devianza attitudinale.

Piccola tenera rosa


Piccola tenera rosa, china contro il muro, assorta in più petali di studio, stanca e sfiduciata rosa, ferma i tuoi occhi e riposa pia rosa, come una cosa spirante e leggera al vento lasciati osservare in luce. Musiche danzano in … Continua a leggere

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Seconda suggestione (calco sul tema del villaggio natalizio)


Dov’è stato? Forse in un disegno di copione, un’incantata gita in una gremita fresca terra d’abeti abbigliati in un ritegno di neve invernale lungo ritratti di gioia amata, a stento sognata. Pace attorno, e qualche lieto grido calava sulla scena … Continua a leggere

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L’energia


Non la vedi l’energia? La odi? La tocchi? Palpita nei tuoi palmi, ed essa assieme al canto dei tramonti già avvenuti, là dove l’ombra è già cresciuta, come il cranio di una pianta ossuta, vive e vola in alto, lontano, … Continua a leggere

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17 novembre


Scesa è già la luna a calpestarci, e le ossa dolgono alle mani, ci trema un po’ la gola e le labbra sono chiuse. Cigola una porta, respira l’attesa sui canali mangiati dal freddo, fumo nero chioma all’orizzonte prosciugato. Cambiate … Continua a leggere

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Haiku


Donna, il tuo seno è la valle che culla l’urlo del Sole.

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Placati un poco, mio muro sonoro


Placati un poco, mio muro sonoro che vaghi e mi tieni loro lontano, lascia che sia questa fuga la mia medicina, lascia lo scempio ai tuoni, a me, la calma ebbrezza dei tramonti in un ospite vaso, lascia a lato, … Continua a leggere

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Voce seduta e suono dei più gravi versi d’autunno, dove ti propaghi? Dove ti trovi? Come ti tramandi? Oscuramente siedo e sono solo. Sto qui, seduto inerme sulla sedia. Vuoto mi appare il cranio, non letture.   Un passo alpino, … Continua a leggere

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Esperimento slegato dal metro e dominato dal ritmo


Ti ho beccato, scrittore timore a respirare trame su trame frane è chiaro che sia, accanto ai bordi si dissolve il nome delle mani, il nome che sfugge, o tu, per cortesia.. Si sfugge ad un suono che vaga..   … Continua a leggere

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Corrispondenza d’equivoci


Fa caldo ed è chiaro, da poco s’è levatoil Sole del primo meriggio, ho passeggiatoper le strade piane e ridenti a fine agosto,quando sulle cime al vento è fresca la vocee mite la pioggia si cela al mezzogiornorubato all’Oriente pensoso. … Continua a leggere

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A tarda notte


Allarme, allarme! Il sereno sentimento è perduto, ma qualcosa è rimasto per terra, forse solo un suono passeggero, un interprete pazzo che attende solo un suono, un sospiro, un singulto. Mormorano a terra i vermi magri sazi a loro stessi … Continua a leggere

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Un’aurora accanto ad una poltrona


Ho rincorso una scheggia luminosa, il vento la condusse a me lontano, m’ha dato l’intuizione delle cose da fare più sublimi e io commosso l’ho venerata come una signora. Ma quest’oggi il mio scopo non prevede che letti da rifare … Continua a leggere

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Aria, se mai sulla collina


Aria, se mai sulla collina t’assale, tu mai volesti prima d’ora andare via, dal quieto mare ché tanto alato è l’arco a terra, chino, che c’infigge e non dà oncia che l’abbordi al molo del porto segreto al quale vogliamo … Continua a leggere

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Sul percorso di una carezza


Ti sfioro, ti sfioro soltanto, che sia tu o chi per te ti sfioro, non altro mi serve se non una mano che sfiori, soltanto una mano protesa che sfiori il recinto violato e modellato, ti sfioro bellezza ma tu … Continua a leggere

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Alla luce della candela


Alla luce della candela non più il cuore della bestia rabbiosa ma di mite maiale rimangono i gesti, alla tiepida luce che trema mancano le forze, lo sento, la odo esalare grotteschi respiri, pare che tremi, l’avverto. Quel fuoco è … Continua a leggere

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Se un domani, a passi incerti


Se un domani, a passi incerti capitassi come uno zoppo a sera presso un ponte che intersechi gli inerti pendagli marini, come in preghiera incedere non altro da un randagio meditabondo, chino alla raccolta di un sole in lontananza, se … Continua a leggere

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Questa composizione non ha nome


Labile come la luce di una candela, slegato come un verso assonnato e stanco, inciampato, poco impolverato, m’appaio come un ferroviere che gira il volante al suo trono dorsale. Sono seduto a scrivere versi, so che son versi, lo so … Continua a leggere

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Paura, mia compagna


Paura, mia compagna, tu mi lusinghi, attrice, sei sopravvalutata, come un’alba di mare, o del monte la cima, sei stata calpestata, leso il tuo onore e pare che tu sia l’ombra andata del campo da te nato. Paura, mia compagna … Continua a leggere

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Come a Port au Prince


“Via! Via! Via! Sparite! Gente lontana e vicina, via, via, via! Il via vai della Terra è una nube soltanto fumosa, che siete, bestiame? Sparite! Ancora ben saldi alla terra vangata di sputi, piantatela lì! ” mordeva il tremolare, secco … Continua a leggere

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Aria d’estate


Siete felici? Lo chiedo per davvero, non v’ingannate.

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Un vagabondo che si specchia


Non occorre che tu ti pettini per me, non sono un fotogramma, puoi spegnere la luce, vedi? anche al buio non cessi di bere quelle storie sonore, la luce non è più dei lampioni, spirata. Non devi pettinarti per me, … Continua a leggere

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Frammento d’esplosivo


Scoppiò all’ingresso, il vero fumo sfugge, sarà il rimorso.

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Furore campagnolo


Lampeggiano i lampi come dei bengala, a tratti sui campi s’intravede un’ala principiarsi a vita oltre modo morta, là sulla campagna che pare una falce rigonfia di calce umana, ma già echeggia dell’alce l’arrivo, lontano uno sparo va contro il … Continua a leggere

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Laccio di confessione


Lirica è la notte di chi non sa contare

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E veniva quella voce scura


E veniva quella voce scura roca e pura come un pozzo nero si faceva strada a strada largo tra le varie voci in strada sola e vibrava molle e lenta e lieve sola e sola andava aurora e neve e … Continua a leggere

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Io non so se fiato sia, o come un grido


Io non so se fiato sia, o come un grido quel volteggio di capelli dolcemente spettinati, come da un cenno di vento sul capo. Un frangente ho nominato apparizione, chiedendomi d’amare ha dato ai miei rami le foglie, ed al … Continua a leggere

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