Castello di Cleto….prov. Cosenza


Cleto
rovine di un castello
che racconta millenni
ancora vive
storia

@ orofiorentino

Rovine dell’interno

Negli anni quaranta è stata rinvenuta, sigillata e murata nella torre, una pergamena in cui si narrava la vita del castello e la potestà incontrollata del Barone

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HO 66 ANNI, AMO LA POESIA, LEGGERE, SCRIVERE, VIAGGIARE E TANTE...TANTE ALTRE COSE
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6 risposte a Castello di Cleto….prov. Cosenza

  1. orofiorentino ha detto:

    CENNI STORICI

    Nel periodo della guerra di Troia, X secolo a.C., la regina delle amazzoni Pentasilea “rimase uccisa in battaglia da Achille, Cleta sua nutrice, che l’amava con tenerezza, nell’udire la triste notizia, posta su una nave e accompagnata da molta gente, partì col pensiero di poterle dare onorata sepoltura”. Così, Cleta, ancella di Enea “come fu nei nostri mari scese a terra e o perché trovò impossibile compiere il pietoso ufficio o forse perché le piacesse l’amenità del sito decise di non passare più oltre, vi si fermò ed edificò la città che dal suo nome si chiamò Cleto” realizzando così la profezia di Cassandra. “La città crebbe di popolo e di forze”, tanto che all’epoca dello splendore della Magna Grecia entrò in guerra con Crotone (anno 16 a.C.). I Crotoniati, con un esercito, uccisero la regina, la quale, prima di morire, ebbe ad esprimere il desiderio che tutte le regine che avrebbero regnato dopo di lei portassero il suo nome; così “tutte le regine della città furono dette Cleta”. Nell’Alessandra di Licofrone si assume che Caulone, figlio dell’amazzone Cleta, sia il fondatore della città di Caulonia.

    Come Terina e come Temesa, Cleta fu colonia di Crotone; e come Temesa si affrancò dalla città di Pitagora e divenne libera. Distrutta nel 16 a.C. dall’esercito di Crotone, Cleta conosce un periodo di decadenza che si trascina fino all’anno Mille, quando la Calabria è costituita da una moltitudine di villaggi montani, isolati e autosufficienti, che fanno da corona ad una campagna abbandonata ed alle coste in preda alla malaria.

    L’antica Cleto, durante la dominazione normanna mutò il suo nome in Pietramala e il nome rimase tale fino al 1862 quando divenne Cleto. Anche sul nome Pietramala le congetture sono molteplici, oltre che alla possibilità che il nome derivi dalla famiglia feudataria, si pensa che abbia qualche legame con la posizione: Pietramala nel senso di “pietra dura”, cattiva, come scrive Vincenzo Padula: «Pietra grande, pietra inaccessibile a guisa di Piramide, (…) le sole formiche possono salire in Pietramala». C’è ancora un’altra versione che i nativi sono soliti raccontare e che il Padula riporta nei suoi scritti: «Un vescovo essendovi rotta una gamba, volle che si chiamasse Pietramala». Nei Registri Angioini che misurano la popolazione calabrese del 1276, Pietramala è presente con 214 abitanti. Le vicissitudini del maniero e del feudo a cui Cleto apparteneva non possono che identificarsi con quelle dei feudatari che lo ebbero in possesso nel corso dei secoli, i quali costituiscono le uniche fonti attendibili per ricostruirne la storia. Impresa di certo non semplice, considerato il numero dei feudatari che si sono succeduti, dei quali non si hanno documenti cospicui, se non riferiti all’ultimo periodo di possedimento signorile.

    continuare a leggere su….https://it.wikipedia.org/wiki/Cleto_(Italia)

  2. jalesh ha detto:

    Ottima scelta molto interessante un castello meraviglioso splendido Petit Onze. Complimenti

  3. tinamannelli ha detto:

    Fantastico…saranno ruderi ma raccontano ancora della grandezza di un tempo. Petit Onze stupendo e notizie molto interessanti. Complimenti

  4. Rosemary3 ha detto:

    Un ottimo petit onze per una scelta sicuramente ottima…
    Ros

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