Abbazia del Goleto (Avellino)


L’abbazia del Goleto è un complesso religioso, in parte ridotto in ruderi, situato a Sant’Angelo dei Lombardi: la sua costruzione risale al XII secolo e fu fondato da san Guglielmo da Vercelli

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Informazioni su jalesh

Jalesh (Signore protettore dell'acqua) La vita nasce dall'acqua è l'acqua è vita. Tutte le culture nella storia del nostro pianeta hanno attribuito all'acqua il più elevato valore simbolico e le hanno riconosciuto il ruolo centrale nella vita umana. Vitruvio sostiene che senza l’energia proveniente dai quattro elementi (aria-fuoco-terra-acqua) nulla può crescere e vivere; per questo una divina mens ne ha reso facile la reperibilità. L’acqua, in particolare, “est maxime necessaria et ad vitam et ad delectationes et ad usum cotidianum”, senza trascurare il fatto, dice Vitruvio, che è gratuita. Così essa non è mai una sola cosa: è fiume e mare, è dolce e salata, è nemica ed amica, è confine e infinito, è “principio e fine” dice Eraclito
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7 risposte a Abbazia del Goleto (Avellino)

  1. jalesh ha detto:

    Notizie prese dal web:
    Con l’arrivo di Guglielmo da Vercelli nell’Irpinia, si assistette alla costruzione di diversi monasteri, tra cui quello di Montevergine nel 1114; il santo giunse nella zona del Goleto, situato in una piana di Sant’Angelo di Lombardi, nel 1133 e dopo aver vissuto in una fessura di un albero, iniziò ad edificare un monastero femminile; tuttavia fu anche costruito un piccolo convento maschile, dove i monaci aveva il compito di vegliare e gestire economicamente le monache, che vivevano in clausura. Con il passere degli anni l’abbazia diventò ricca e potente, arricchendosi sia dal punto di vista artistico che di possedimenti terrieri: le principali fautrici del successo del monastero furono le abbadesse Febronia, Marina I, Marina II, Agnese e Scolastica.
    Dopo due secoli di splendore, a partire dal 1348, a causa anche della peste, iniziò un lento declino, che si concluse con la decisione di papa Giulio II, presa il 24 gennaio 1506, di sopprimere il monastero, alla morte dell’ultima abbadessa: ciò avvenne nel 1515. In seguito, il monastero fu unito a quello di Montevergine e continuò ad esistere grazie alla presenza di alcuni monaci: iniziò quindi una lenta ripresa, che ebbe il suo culmine tra il XVII e XVIII secolo con il totale restauro del complesso e la costruzione di una chiesa, opera di Domenico Antonio Vaccaro. Con la soppressione degli ordini monastici voluta da Napoleone Bonaparte, anche l’abbazia del Goleto fu abbandonata nel 1807 e le spoglie di San Guglielmo spostate a Montevergine: negli anni fu depredata di tutti gli oggetti artistici e spartiti tra i vari paesi della zona, mentre le strutture si coprirono di rovi ed in parte crollarono; altri danni furono causati dal terremoto dell’Irpinia del 1980, che portò al cedimento degli archi della Chiesa Grande.
    Solo a partire dal 1973, con l’intervento del Ministero dei Beni Culturali e della Sovrintendenza della Belle Arti di Avellino e Salerno, l’intera struttura è stata completamente restaurata, con i lavori guidati dall’architetto Carmine Gambardella; viene gestita dai Piccoli Fratelli di Gesù.
    https://it.wikipedia.org/wiki/Abbazia_del_Goleto

  2. orofiorentino ha detto:

    Che bella questa abbazia, anche se rudere ha un fascino spettacolare, bravissima

  3. Rosemary3 ha detto:

    Un ottimo pensiero su questa stupenda abbazia che il tempo non ne ha scalfito la bellezza…
    Ros

  4. tinamannelli ha detto:

    E’ un rudere ma mostra ancora la sua bellezza, stupenda la scala. Ottimo pensiero e notizie molto interessanti, Complimenti

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