Abbazia di Sant’ Antimo…..Toscana



Veduta dall’alto dell’altar maggiore della chiesa, sui cui gradini è stato scolpito il lascito “in toto regno Italico e in tota marca Tuscie”

Reliquie
Sant’Antimo e Sebastiano
all’eterno riposo
Carlo Magno
donò

@ Orofiorentino

Capitelli
diversi per ogni colonna
stupendo il vedere
luce vibrante
splendore

@ orofiorentino

Panorama

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HO 66 ANNI, AMO LA POESIA, LEGGERE, SCRIVERE, VIAGGIARE E TANTE...TANTE ALTRE COSE
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7 risposte a Abbazia di Sant’ Antimo…..Toscana

  1. jalesh ha detto:

    Ottima scelta un luogo stupendo.
    Notizie prese dal web:
    L’abbazia di Sant’Antimo è un complesso monastico premostratense situato presso Castelnuovo dell’Abate, all’interno del comune di Montalcino, in provincia di Siena. Si tratta di una delle architetture più importanti del romanico toscano.
    l primo è citato negli acta Sancti Anthimi dove è narrata la storia, quasi leggendaria, del sacerdote Antimo imprigionato sotto gli imperatori Diocleziano e Massimiano. Egli guarì e convertì al cristianesimo Pinianus, marito di Licinia, nipote dell’imperatore Gallieno. Pinianus, convertito, si adoperò per salvare i cristiani dalle persecuzioni. Nascosto nella villa di Pinianus lungo la via Salaria, Antimo convertì anche un sacerdote del dio Silvano e l’intera famiglia. Colpevole di aver infranto il simulacro di quella divinità, Antimo venne gettato nel fiume Tevere con una pietra legata al collo, ma ne uscì incolume. Venne quindi fatto decapitare nel 304 dal console Prisco e venne sepolto nell’oratorio nel quale era solito pregare. Le sue reliquie sono venerate fin dal 1658 nella chiesa di Sant’Antimo presso Napoli. Secondo una leggenda [senza fonte]papa Adriano I, nel 781, avrebbe consegnato parte delle reliquie dei santi Antimo e Sebastiano a Carlo Magno, che le donò all’abbazia nell’atto della fondazione.
    L’altro sant’Antimo a cui far risalire il nome dell’abbazia era un diacono aretino, martirizzato insieme a san Donato nel 352. La Passio Donati narra la storia del miracolo di san Donato. Secondo la leggenda il vescovo aretino stava celebrando una funzione di ordinazione insieme ai diaconi Antimo e Asterio. Mentre Antimo distribuiva l’eucarestia con un calice di vetro, nel tempio entrarono alcuni pagani che, con violenza, gettarono a terra il calice, mandandolo in frantumi. Donato raccolse e riunì i frammenti, ma si accorse che mancava un pezzo di vetro nel fondo del calice. Incurante del problema, continuò a servire il vino senza che neanche una goccia uscisse dal calice. Questo provocò lo stupore dei pagani, che si convertirono. Seguirono l’arresto di san Donato, la sua uccisione assieme ad altri cristiani, la distruzione dei libri e degli arredi liturgici, come spesso avveniva nella persecuzione di Giuliano[1]. Antimo, unico dei compagni martirizzati insieme a Donato, non venne sepolto a Pionta, nell’aretino, ma altrove. Si ritiene che Antimo, per sfuggire alla persecuzione, si fosse rifugiato nella val di Starcia e qui sia stato martirizzato e sepolto.
    https://it.wikipedia.org/wiki/Abbazia_di_Sant%27Antimo

  2. lulasognatrice ha detto:

    Davvero stupendo… complimenti!

  3. orofiorentino ha detto:

    CENNI STORICI

    Il nucleo primitivo dell’abbazia di Sant’Antimo risale al culto delle reliquie di Sant’Antimo di Arezzo, alla cui morte, nel 352, sul luogo del suo martirio venne edificato un piccolo oratorio[senza fonte]. Nello stesso luogo sorgeva una villa romana: lo dimostrano i numerosi reperti di epoca romana come il bassorilievo con la cornucopia sul lato nord del campanile o alcune colonne nella cripta carolingia. L’incisione “Venite et bibite” invece farebbe pensare alla presenza di una fonte con proprietà terapeutiche. Nel 715 la chiesa era custodita da un prete della diocesi di Chiusi.

    Nel 770 i Longobardi incaricarono l’abate pistoiese Tao di iniziare la costruzione di un monastero benedettino e gli affidarono anche la gestione dei beni demaniali del territorio.[2] Le abbazie erano utilizzate come sosta dai pellegrini diretti a Roma, dai mercanti, dai soldati e dai messi dei re.

    L’abside della cappella Carolingia, attualmente sagrestia della chiesa.
    Carlo Magno, di ritorno da Roma nell’781, ripercorrendo la grande via creata dai Longobardi, chiamata in seguito “Francigena” perché “strada originata dai Franchi”, giunse a Sant’Antimo e pose il suo sigillo sulla fondazione del monastero. Quasi certamente la fondazione ad opera di Carlo Magno è da interpretare come una pura leggenda medievale. Il 29 dicembre 814 un documento di Ludovico il Pio, figlio e successore di Carlo, arricchisce l’abbazia di doni e privilegi. L’abbazia diventa a tutti gli effetti, un’abbazia imperiale.

    Con l’impulso carolingio, la comunità inizia il suo periodo di apogeo. L’abate di Sant’Antimo è insignito del titolo di conte palatino (Conte e consigliere del Sacro Romano Impero). L’esame delle carte imperiali, tra cui quella di Enrico III del 1051, e di quelle papali si contano numerosi territori chiese appartenenti o posti sotto la giurisdizione dell’abbazia: 96 tra castelli, terreni, poderi e mulini; 85 tra monasteri, chiese, pievi e ospedali dal grossetano al pistoiese passando da Siena e Firenze.
    Il possedimento principale della comunità era il castello di Montalcino, dove il priore alloggiava in una residenza ora inglobata entro le mura della fortezza.

    E MOLTO MOLTO DI PIù DA…https://it.wikipedia.org

  4. Rosemary3 ha detto:

    Ottimi peti onze descrittivi di questo bellissimo luogo…
    Ros

  5. tinamannelli ha detto:

    Stupendi Petit Onze e ottima scelta dell’abbazia, luoghi meravigliosi

  6. Rinaldo Ambrosia ha detto:

    Bellissima abbazia nella sua architettura romanica, dove la massa della parte absidale assume leggerezza data dalle colonne. Che splendore! 🙂

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