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Abbazia di San Severo e San Martirio, Orvieto

 

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4 risposte a Europa

  1. jalesh ha detto:

    Bellissimo Petit Onze ottima scelta di abbazia. Complimenti. Se non ti dispiace abbiamo deciso di mettere le notizie sui commenti. Le riporto come le hai messe tu. Grazie bisous
    Notizie prese dal web:
    Storicamente il complesso monastico, di origine alto medioevale (VII-VIII secolo), appartene all’Ordine di San Benedetto fino al 1221, anno in cui i benedettini furono allontanati da Orvieto da papa Onorio III per essersi ribellati al vescovo della città. Dopo il 1226 nel complesso si insediarono i premostratensi, seguaci di Norberto canonico di Xanten, poi arcivescovo di Magdeburgo, che a Prémontré, a nord-est della Francia, aveva fondato nel 1121 la prima comunità dell’Ordine benedettino riformato che, proprio dal luogo di quella prima casa, prenderà nome. La regola dei premostratensi si prefiggeva una vita di povertà, di preghiera e di annuncio evangelico nella forma del canonicato regolare, in contrapposizione al lassismo in cui, all’epoca, indulgeva il clero. Furono i premostratensi ad aggiungere un grande refettorio, il chiostro e l’aula capitolare alla struttura originaria, che comprendeva la chiesa, la torre dodecagonale e il monastero, e a dare al complesso la struttura architettonica attuale, organizzata intorno a due diversi cortili.
    Gli edifici che compongono l’abbazia sono quindi riferibili a fasi costruttive differenti che arrivano, attraverso aggiunte e rifacimenti, fino al XIV secolo. Soffermatevi sugli affascinanti ruderi premostratensi che si incontrano all’arrivo, di destinazione incerta (forse refettorio o forse sala capitolare), con la torre che si innalza sulla destra e il romantico sfondo della rupe e del Duomo incorniciati dai resti della navata lievemente ogivale. Entrate quindi nel cortile, in fondo al quale si trova il palazzo abbaziale, di stile cistercense, con eleganti bifore e raffinati elementi decorativi di scultura a scacchiera.
    Di interessante suggestione la chiesa originaria del XII secolo, con la facciata aperta da un elegante portale ad arco acuto. L’interno è a navata unica, con archi trasversali coperti da volte a vela realizzate nel XIV secolo. Pregevoli la pavimentazione cosmatesca, risalente alla prima fase costruttiva della chiesa, e l’altare in pietra, con il paliotto a bassorilievi composto da materiale di spoglio di epoca romana. Da notare l’absidiola alta sul retro della chiesa, che si apre nella sala che sovrasta la navata, da dove l’abate superiore poteva seguire le funzioni. Si tratta di un elemento architettonico insolito, ma non unico nel territorio orvietano: potete trovare lo stesso tipo di absidiola nelle Chiese di Santo Stefano e di Santa Mustiola a Orvieto e, a Morrano, nella Chiesa di San Bartolomeo.
    Non vi sfuggirà il campanile dodecagonale merlato, edificato nel 1003 per volontà della contessa Matilde di Canossa. Ben visibile dal fronte sud di Orvieto e dalla vallata circostante, con la sua caratteristica imponenza è diventato il simbolo dell’Abbazia dei Santi Severo e Martirio. Godetevi il verso solenne dei corvi e delle cornacchie che vi volteggiano intorno, il canto degli uccelli del bosco che circonda la Badia, il tacere di tutto quello che è frastuono, i profumi selvatici e lo stormire delle fronde. Se avete tempo, tornate anche di notte, quando l’illuminazione conferisce ai ruderi una romantica aura di mistero. Specie in estate, per non perdere la voce degli uccelli notturni e l’intermittenza delle lucciole; se siete fortunati, strada facendo potreste incontrare qualche riccio o addirittura l’istrice.

  2. Rosemary3 ha detto:

    Ottima scelta di questa abbazia, supportata da un petit onze che ben descrive questo bellissimo luogo…
    Ros

  3. tinamannelli ha detto:

    Bella l’abbazia e stupendo il Petit Onze…complimenti

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