Petit Onze…Cripta Abbazia Benedettina Santa Maria in Sylvis


Abbazia Benedettina Santa Maria in Sylvis….Pordenone


Ingresso visto dall’interno


Al centro della cripta è posta l’Urna di Santa Anastasia. È costituita da un unico blocco di marmo di origine greca. La parte superiore, che funge da copertura per l’intera urna

Cripta
a cui portare venerazione
momenti con fede
oppure cercandola
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@ Orofiorentino

AFFRESCO RAFFIGURANTE CARLO MAGNO, seduto trai suoi vassalli

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HO 66 ANNI, AMO LA POESIA, LEGGERE, SCRIVERE, VIAGGIARE E TANTE...TANTE ALTRE COSE
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3 risposte a Petit Onze…Cripta Abbazia Benedettina Santa Maria in Sylvis

  1. orofiorentino ha detto:

    CENNI STORICI

    Fondata nel 730-735, appartenne dal 762 ai Benedettini. Nonostante la caduta del regno longobardo nel 774 e la ribellione avvenuta nel Ducato del Friuli nel 776 duramente repressa dai Franchi, l’abbazia mantenne ed accrebbe la sua importanza anche in seguito, perché Carlo Magno, in veste di re dei Longobardi, nel 781 concesse all’abate Beato un diploma di conferma di tutte le proprietà già accumulate in precedenza e vi aggiunse anche l’esenzione da ogni ingerenza politica, giurisdizionale o fiscale da parte delle autorità laiche.

    Nell’899 gli ungari la rovinarono, ma l’abbazia risorse nel X secolo e venne fortificata. Nel 967 l’imperatore Ottone I donò l’abbazia a Rodoaldo, Patriarca di Aquileia. Negli anni seguenti la crescita economica dell’abbazia garantisce agiatezza e floridità ai monaci ed agli abati, tanto che verranno commissionate opere architettoniche, pittoriche e scultoree rivolte ai migliori artisti operanti nell’area veneto-friulana. Anche la fama e la potenza dell’abate di Sesto crebbero in proporzione, acquistando sempre maggiore prestigio nell’ambito del Patriarcato di Aquileia; nel 1182 un abate, Goffredo divenne patriarca.

    Dal 1441 al 1786 l’abbazia divenne commenda; il primo abate commendatario fu il cardinale Pietro Barbo, che successivamente divenne papa, ma anche nei successivi secoli appartenne molto spesso a nobili famiglie veneziane. Nel 1818 la giurisdizione religiosa tornò alla diocesi di Concordia e, infine, l’abbazia fu ristabilita nel 1921. Anche se nei primi secoli l’abbazia forse non possedeva un sistema di difesa, una prima cinta muraria fu sicuramente realizzata a partire dal X secolo, dopo le devastazioni operate dagli ungari. Nel 1431 vi erano ben sette torri di difesa, come rappresentato nel sigillo di Tommaso de’ Savioli, ultimo abate residenziale. Ora ne rimane una sola, che funge anche da ingresso al complesso; in origine era dotata di un ponte levatoio. La torre fu restaurata dagli abati commendatari Giovanni Michiel e Domenico Grimani, che la trasformarono come oggi la vediamo; nel Settecento venne realizzato il ponte in pietra in sostituzione di quello levatoio.

    La facciata è dominata da un affresco rappresentante un leone di San Marco, risalente alla fine del Quattrocento; appena sotto è posto un bassorilievo con lo stemma del cardinale Grimani con la data del 1521; a sinistra vi è l’affresco dove è ripetuto lo stemma Grimani, mentre a destra si trova l’affresco di uno stemma con croce, di cui si ignora il proprietario. Più sotto si può vedere dipinta un’allegoria del buon governo veneziano e della famiglia Grimani, che controllava con i suoi membri sia l’abbazia di Sesto che il Patriarcato di Aquileia. Anche se mancano le prove documentarie, l’autore di queste opere è ritenuto Giovanni Battista Grassi, uno dei maggiori rappresentanti del manierismo maturo in Friuli.

  2. tinamannelli ha detto:

    Che meraviglia! Stupendo petit onze, ottima scelta di questa abbazia. davvero molto bella

  3. Rosemary3 ha detto:

    Un’ottima scelta per questa abbazia… bellissimo petit onze a supporto…
    Ros

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