La condanna


Capo chino, ascolta il giudizio del giudice del castello che emette la condanna. Nella stanza il silenzio urla più della parola, dieci anni nelle segrete, per aver preso in prestito una vecchia sella dimenticata nella stalla. Ma era la sella della Signora di Fenis, crudele e dispotica sovrana. Dieci anni vuol dire uscire, se si sopravvive al freddo e al poco cibo, con il fisico completamente inabile al lavoro e chi avrebbe provveduto ai suoi numerosi fratelli ancora piccoli e senza genitori? Esce da quella stanza con negli occhi il simbolo della giustizia, per i poveretti non vi è giustizia.

oddonemarina

Castello di Fenis (Aosta)

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Amo la poesia, amo il cielo e l'aria. Mi piace leggere. E amo le fotografie perché lasciano una traccia di vita che scorre.
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11 risposte a La condanna

  1. jalesh ha detto:

    Ottima scelta e brillante racconto su questo bellissimo castello ad Aosta. Brava.
    Notizie prese dal web:
    Il castello di Fénis, situato nell’omonimo comune, è uno dei più famosi manieri medievali della Valle d’Aosta. La posizione del castello, sulla cima di una leggera collina circondata da una serie di prati, fa pensare che un tempo possa essere stata la sede di un villa romana ma diversamente dal castello di Issogne, dove la stessa ipotesi è stata confermata da resti di mura di epoca romana trovati nei sotterranei del maniero, a Fénis non sono ancora state trovate prove di questa teoria.
    Il castello viene menzionato apertamente per la prima volta in un documento del 1242, nel quale un castrum Fenitii è indicato come proprietà del visconte di Aosta Gotofredo di Challant e dei suoi fratelli. A quel tempo il maniero probabilmente comprendeva solo la torre colombaia sul lato sud e la torre quadrata, un corpo abitativo centrale e una singola cinta muraria.
    La maggior parte dei lavori di costruzione, che hanno portato il castello ad assumere l’aspetto attuale, ebbero luogo tra il 1320 e il 1420 circa . Aimone di Challant ereditò il feudo e il castello di Fénis dal nonno Ebalo Magno nel 1337 e nel 1340 diede inizio a una prima campagna di lavori, realizzando un corpo abitativo centrale di forma pentagonale – ottenuto probabilmente inglobando edifici preesistenti – e la cinta muraria esterna.
    Giuseppe Giacosa nel suo I Castelli Valdostani descrive il castello di Fénis come segue:
    « Di fuori è un fascio di torri che si accavalcano, le une quadrate e tozze, le altre rotonde, sottili, tutte merlate, armate, irabertescate, irte di aggetti d’ogni maniera, che sembrano minacciare soprusi e violenze, che sfidano il viandante e gli gridano: fuori, che frastagliano il cielo con bizzarri profili. Dentro è un chiostro raccolto, silenzioso, tutto ombre, sobrio e corretto nelle insolite forme e nei ricchi colori. A vederlo di lontano ha un’aria petulante di spavaldo; a chi v’ entra, spira la calma dei forti. »
    https://it.wikipedia.org/wiki/Castello_di_F%C3%A9nis

  2. tinamannelli ha detto:

    Che orrori si commettevano a quei tempi, bello il racconto e imponente il castello

  3. orofiorentino ha detto:

    Certo orrori indicibili ma vedo che anche ai giorni nostri non ci vanno tanto leggeri in altri modi.
    Brava Marina, bel racconto

  4. Rosemary3 ha detto:

    Un racconto gestito con vera maestria, Marina…
    Ros

  5. Tiferett ha detto:

    Sempre bravissima

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