Il dipinto


piatto

Ciò che resta nel piatto è la decorazione del dolce.
Ciò che diventa creatività è il segno del colore.
Sono gli spazi, le molte immagini fagocitate nei musei, sedimentate negli anni
che fanno muovere la mano. Allora  la relatività del presente scompare.
L’attimo si fa pittura. La forma suggerisce, richiama il gesto che trasforma e incanta.
Poi la serata termina,  si chiede il conto e si ritorna a casa.

fotografia e opera (se così si può dire) dell’autore.

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9 risposte a Il dipinto

  1. jalesh ha detto:

    Stupendo pensiero sui dipinti che si creano involontariamente in un piatto sporco di un dolce assaporato. Azzardo a dirti cosa mi appare un cavaliere inginocchiato davanti ad una donzella…incredibile come la mente umana crea attraverso qualche tratto impreciso e poco delineato. bravissimo

  2. orofiorentino ha detto:

    La tua splendida arte che ci mostra ogni dettaglio anche da un nulla. Splendido 🙂

  3. oddonemarina ha detto:

    Io ci vedo un dolce mangiato… scherzi a parte un bel pensiero a stomaco pieno 🙂

  4. tinamannelli ha detto:

    Fantastico….io un cavaliere,,, chiede forse la mano alla bella fanciulla…? E successo come con le nuvole…Sei davvero incredibile…un abbraccio e buona domenica 🙂

  5. Rosemary3 ha detto:

    Riesco anche io a scorgervi due figure umane, sicuramente d’altri tèmpi…
    Riesci sempre a sorprendere con le tue composizioni…
    Ros

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