Camminando


Malciaussia

Non potevo pensare che a quegli spazi, nella libertà più assoluta della natura. A quei prati, a quei boschi che risuonavano di fauna. Tracciavo dei percorsi su delle mete brevi. E mi pareva di attraversare il vento. Anche i piedi parevano risentire di quel camminare, di quella sensazione di peso dello zaino. Ma la gravità era effimera, si perdeva tra i rami della pineta, solcava quel cielo azzurro punteggiato da nubi, mentre la montagna severa taceva. Sentivo il calore del sole sulla pelle o l’umidità della notte entrare nei miei vestiti, e mi sentivo leggero, leggero. Guardavo, al termine del temporale le gocce che scivolavano dagli alberi. Lente spostavano il loro peso dalla pagina superiore della foglia verso l’erba del prato. Sembravano scivolare piano come melassa. Goccia dopo goccia.

E goccia dopo goccia, nella pallida penombra della camera d’ospedale, osservo ipnotico l’ombra proiettata sul muro, là sopra il letto, dell’asta di supporto delle flebo. Il braccio metallico sfuma nella sua forma arcuata dei due contenitori, e vedo stillare il liquido che scivola lentamente dentro il mio braccio. Le mie funzioni vitali si concedono il riposo del mio corpo che giace immobile, immerso nei suoi fluidi umori, in un letto ospedaliero. Il lento sonnecchiare dei pazienti cala come un sipario sulla grande mancanza di suoni, sull’assenza del gesto, sul tacere della parola. Mi assopisco con lo sguardo fisso su un particolare, un punto infinitesimale, una assenza voluta nel diffuso grigiore che mi attornia. E lieve scivola il mio pensiero, che spazia vagando, uscendo dalla piccola camera proiettato verso i confini dell’infinito, mentre la notte lentamente lascia posto alla colorata alba del domani.

Il viaggio è nella testa, di Jean Baudrillard

Fotografia dell’autore

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16 risposte a Camminando

  1. oddonemarina ha detto:

    Mi hai commosso, il tema è perfetto e il viaggio nella testa stupendo ciao Rinaldo

  2. jalesh ha detto:

    Bravo bravissimo…Mini racconto commovente ma molto reale…descrizione bellissima un applauso carissimo Rinaldo….anche i viaggi nella testa a volte riescono a farci superare grandissimi ostacoli. Complimenti

  3. orofiorentino ha detto:

    Mi hai lasciato senza parole…Un viaggio nella realtà così dura per renderla sopportabile. Profondo e bellissimo

  4. tinamannelli ha detto:

    Chi ti ha raccontato di me? Leggendoti mi sono rivista in quei giorni lontani e tristi ed era proprio la fantasia che mi portava fuori da quel grigiore e da quel dolore….furono viaggi fantastici…Che bello leggerti…complimenti

  5. lulasognatrice ha detto:

    Spendido mini racconto in tema! Ogni volta che ti leggo mi lasci sempre grandissime emozioni… davvero piaciuto!

  6. chiaramarinoni ha detto:

    Incantata!
    Un sorriso
    Chiara

  7. Rosemary3 ha detto:

    Viaggio, frutto esclusivo della fantasìa, che sicuramente lascia spazio a valicar dorate albe fuori dall’ùggia quotidiana e dalla sofferenza… Mini racconto che della fantasìa èlogia senza dubbio l’aderenza alla realtà, a volte cruenta…
    Ros

    • Rinaldo Ambrosia ha detto:

      Ehi… grazie Ros. Meno male che la fantasia aiuta in quei frangenti… anche perchè in ospedale il tempo sembra rallentare e tendere a fermarsi…
      Un caro e affettuoso saluto. 🙂
      rinaldo

  8. maramassaro ha detto:

    Splendido racconto, bravo, mi sembrava d’esserci in ospedale!

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