Poeti?


Dovremmo essere quattro gatti
invece
siamo migliaia di topi

© 2014 Daniele Cerva

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Informazioni su Daniele Bosetti Cerva

Scrivo per passione, per esprimere le emozioni che popolano la mia anima. Scrivo per dare agli altri qualcosa di me. Scrivo perchè se non scrivessi non vivrei.
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15 risposte a Poeti?

  1. viola ha detto:

    Ciao Daniele , il problema é che in Italia essere poeta o scrittore viene considerato come hobby , invece ci sono tanti scrittori e poeti che pur di scrivere mangiano un pasto al giorno ,questa é la triste realtà che c’è solo qui.buona serata 🙂

  2. viola ha detto:

    Il problema secondo me nasce dal fatto che molti scrittori e poeti che hanno un lavoro decidono di pubblicare a pagamento i loro scritti senza nemmeno essere letti dai editori seri e questi libri che vendono pochissime copie rimangono invenduti , invece dovrebbero essere i editori a investire nel talento di un poeta o scrittore perché tanti scrivono anche cazzate e chissà perché vengono pubblicizzati anche dai media .

    • Daniele Cerva ha detto:

      concordo…il problema è che gli editori importanti non si curano della poesia, non fa vendere,quindi anche se fossimo sufficientemente capaci e bravi nello scrivere non si hanno sbocchi…e quindi ecco che per soddisfazione personale si cerca di fare da se…e spesso ci facciamo fregare…che vuoi la poesia non ha mai nutrito nessuno…salvo dopo morti, allora magari si diventa famosi…

  3. Tiferett ha detto:

    Caustico e perfetto…

  4. tinamannelli ha detto:

    Un poeta non ha mai mangiato con la sua poesia…sono pochi i poeti e scrittori che possono raccontare di avere avuto successo e denaro in vita. Bisogna avere la fortuna di trovare l’editore che capisca ma non è facile. Oggi, ho letto libri consigliati da critici e gente famosa, sono rimasta a metà e ho chiuso il libro. Quindi oggi bisogna anche avere fortuna o qualche santo lassù…..ma il poeta quello vero prima o poi riesce a farsi conoscere.la sua opera andrà per il mondo.

  5. viola ha detto:

    Oggi ho letto questo post che dice che:
    La poesia è una porta ermeticamente chiusa per gli imbecilli, spalancata agli innocenti. Non c’è niente di tanto opposto all’imbecillità quanto l’innocenza.
    La caratteristica più spiccata dell’imbecille è la sua aspirazione sistematica a un certo ordine del potere. L’innocente, invece, si rifiuta di esercitare il potere perché li possiede tutti.

    L’innocente, consciamente o meno, si muove in un mondo di valori; l’imbecille in un mondo nel quale l’unico valore è rappresentato dal potere.

    Gli imbecilli cercano il potere in una qualsiasi forma di autorità: in primo luogo il danaro, e tutta la struttura dello stato, dal potere dei governanti fino al microscopico, ma corrosivo e sinistro potere dei burocrati; dal potere della chiesa a quello della stampa; dal potere dei banchieri a quello della legge. Tutto questo compendio di potere è organizzato contro la poesia.

    Siccome poesia significa libertà, affermazione dell’autentico, ha – indubbiamente – un certo ascendente nei confronti degli imbecilli.
    In quel mondo falsificato e artificiale che si costruiscono intorno, gli imbecilli hanno bisogno di una serie di articoli di lusso: macchine, tendaggi, gingilli, gioielli, passatempi… e perfino di qualcosa che vagamente somigli alla poesia.
    Nel surrogato di poesia da loro adoperato, parola e immagine diventano puri elementi decorativi e, così facendo, riescono spesso a distruggere il loro potere di incandescenza.
    Ecco come si crea la cosiddetta “poesia ufficiale”. Poesia fatta di paillettes, che suona a vuoto.

    La porta della poesia non ha chiave né lucchetto: è difesa dalla sua propria capacità di incandescenza. Soltanto gli innocenti, cha hanno preso l’abitudine del fuoco, che hanno le dita in fiamme, possono aprire quella porta e, attraversandola, penetrare nella realtà.

    La poesia si assume il compito di far sì che questo mondo sia abitabile non soltanto per gli imbecilli.
    Aldo Pellegrini, Rosario – Argentina (1903-1973).
    Traduzione di Milton Fernàndez.
    Fonte:http://daisuzoku.wordpress.com/2014/09/28/la-poesia-e-gli-imbecilli/

    • Daniele Cerva ha detto:

      bellissimo Viola…me lo porto via r diffondo il messaggio…è fantastico…cosi succederà un altro casino in Facebook…spesso io combino guai…ciao

      • viola ha detto:

        Buongiorno Daniele , fai pure passaparola anche su Facebook .Ci tengo a dirti che le tue poesie sono bellissime , perché sono scritte con cuore , non mollare la tua passione per la scrittura .un sorriso 🙂 Viola

  6. orofiorentino ha detto:

    QUANTA VERITA’, bravo Daniele

  7. jalesh ha detto:

    Forte d’impatto ma vero questo pensiero….bravissimo Daniele. Buonanotte bisous

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