Quasi una fiaba


L’orologio di Milano fa tic-tac.
E tu sei immobile nei tuoi otto anni
a giocare al fermo immagine
quando avresti voglia di correre
e scalciare il pallone,
ma il gioco è di squadra
e la squadra sono i tuoi amici.

L’orologio di Milano fa tic-tac.
Elena avanza con le sue treccine,
mentre Mario, che ha appena
terminato di dire tic-tac, si volta e
osserva quelle buffe statue congelate
come la fiaba di Perrault.

Cent’anni di sonno e non di
solitudine, quella di Márquez,
si aprono al gioco,
e la Bella addormentata,
si ferma nel ricordo
di quel prato verde e di quell’albero
del parco cittadino,
mentre l’orologio di Milano fa tic-tac.

 

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5 risposte a Quasi una fiaba

  1. jalesh ha detto:

    …è una fiaba ben articolata e pensate…versi originalissimi e molto particolari. Come sempre bravissimo buona domenica bisous

  2. tinamannelli ha detto:

    Una favola……molto particolare…fra le righe c’è molto di più……eccezionale…buona dpmenica

  3. Rosemary3 ha detto:

    Brano che ha proprio le caratteristiche di una fiaba… Sempre un piacere leggerti, Rinaldo
    Ros

  4. orofiorentino ha detto:

    Quante cose in questa fiaba….un vero capolavoro Rinaldo 🙂

  5. oddonemarina ha detto:

    Tenerezza nostalgia rammarico , ma bisogna continuarla questa fiaba un abbraccio Marina

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