Vanità


vanità

Cormo… cormo… rano
cormo… cormo… rano
trafiggi, nel frivolo evento,
la tua fuggevole libertà.

Cormo… cormo… rano
cormo… cormo… rano
batte il pensiero sull’assenza di gesti
nel pascere la tua folle essenza
dai molli divani dimenticati.

Cormo… cormo… rano
cormo… cormo… rano
ti nutrirai di versi,
vanità delle tue ombre,
nello sfioccare del tempo
delatore delle scure notti.

Cormo… cormo… rano
cormo… cormo… rano
non cantare vittoria sui tuoi pasti,
fagociterai i tuoi pensieri, rivoltandoti nei silenzi,
nel muto verso dell’aurora.

[alzeremo i calici all’alba]

Foto dell’autore.
La Religione, di Innocenzo Spinazzi, 1794.

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12 risposte a Vanità

  1. orofiorentino ha detto:

    Che spettacolo questi versi….magnifici

  2. oddonemarina ha detto:

    sempre bello leggerti……Marina

  3. jalesh ha detto:

    Sempre molto molto originale a particolari i tuoi scritti attirano l’attenzione del lettore. Complimenti

  4. 65luna ha detto:

    Molto particolare: complimenti! Buongiorno,65Luna

  5. tinamannelli ha detto:

    Se dovessi darti un voto sarei nell’imbarazzo….mi sembrerebbe sempre poco…eccellente e particolare e si legge in un fiat…leggerti è sempre una scoperta

  6. Rosemary3 ha detto:

    Chapeau, mon ami, chapeau! Particolarissima ed originale interpretazione del tema!
    Ros

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