Quando si tocca il fondo, si intravede il senso.


Era una serata umida, di quelle che l’aria era talmente appiccicosa da farti sentire una mosca immersa nel vischio. Persino le lacrime che scivolavano sulle guance di Stefano si disperdevano invisibili tra la pelle pralinata di sudore. Camminava con le mani in tasca, a testa bassa, immerso tra la sofferenza dell’insensatezza e della solitudine e la luce dei lampioni che, anche quella, sembrava non riuscire a trapassare la coltre acquosa. La vita si era dimostrata spietata con lui. In primis lo aveva fatto nascere di aspetto sgradevole, con un naso adunco e sproporzionato nella sua grandezza, posato su un viso di cartavetro per l’acne adolescenziale, secundis e non meno importante, era poco dotato (a detta sua visto che, mai nella vita, aveva avuto un rapporto). Stava proprio riflettendo su queste due questioni quando, calciando l’ennesimo sasso senza valutarne prima la grandezza, si ritrovò a saltellare su una gamba con l’alluce dolorante. Si dovette sedere sul marciapiede e posare il dito tra l’erba che sembrava fresca, con la speranza di un po’ di sollievo che non ottenne. Scoraggiato e beffato da una sua stessa azione, si stese osservando le stelle. Fu proprio in quel momento, distraendo il pensiero da se stesso e osservando quel buio immenso trapuntato di luminosi diamanti, che capì che le sue erano tristezze minuscole e date dal suo pensiero, che tutto quello che gli scorreva davanti agli occhi senza che lui lo guardasse non poteva essere insensato nella sua perfezione e che, l’amore, non poteva rivelarsi se non lo si coltiva dapprima per se stessi.

Quella sera, per la prima volta, sentì di avere un posto nel mondo e tutto, nella sua insensatezza, sembrava sensato.

Carlo Galli

 

Informazioni su Carlo Galli

Non ho niente da dire... o forse tutto... penso e scrivo, scrivo e penso. Preferisco di gran lunga far parlare i personaggi dei miei romanzi... loro sì che hanno sempre qualcosa di interessante da dire... loro pensano sempre... loro, forse, sanno vivere più di me.
Questa voce è stata pubblicata in Mini romanzo, post guidato. Contrassegna il permalink.

14 risposte a Quando si tocca il fondo, si intravede il senso.

  1. jalesh ha detto:

    Ottima pagina di vita in tema perfetto…tutto alla fine ha un senso…sperimao scoprirlo……complimenti

  2. tinamannelli ha detto:

    Proprio vero, quando si arriva in fondo si capisce quello che si ha e quello che siamo, niente succede senza una ragione e prima o poi si scopre…ottima pagina, bello leggerti

  3. Rosemary3 ha detto:

    È proprio quando si tocca il fondo che… si risale la china…
    Bellissima pagina in perfetto tema.
    Ros

  4. 65luna ha detto:

    Originale, bello!65Luna

  5. orofiorentino ha detto:

    Carlo: semplicemente magnifico !

  6. Daniele Cerva ha detto:

    Bravo Carlo, non sono un gran commentatore, ma mi è molto piaciuto il senso intrinseco del brano…ciao, buona serata

  7. Lia ha detto:

    Molto limpido e fluido questo tuo racconto bravo !

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.