Un viaggio nel passato, per riflettere sui nostri “problemi”… (Dedicata)


“Certo, un figlio è un bell’impegno… ma quattro!” pensava tra sé Mariarosa, mentre strofinava i panni sporchi sull’asse di legno che finiva nel catino. Un profumo di Marsiglia la avvolgeva e le sarebbe rimasto addosso fino alla mattina seguente, giornata di messa mattutina, facendola sentire a proprio agio tra i banchi della navata. In testa, stava ripassando le parole della supplica che avrebbe rivolto al signore per fare in modo di riavere il suo Geremia sano e salvo. Era il 1945 e tutta l’europa era a ferro e fuoco. Per quanto riguarda il cibo, tra le quattro galline ossute e spennate che facevano un uovo alla settimana, e la vacca tanto magra al punto che ci si potevano appendere i salami sulle ossa del bacino(ad averli i salami!), non c’era da stare allegri. Eppure Mariarosa donava il sorriso ai suoi bambini perché, l’amore sperimentato con il suo Geremia, era più forte della brutalità dell’uomo e le aveva insegnato che, su di quello, niente aveva la meglio. Insegnava che bisognava mettere il cuore in tutto quello che si faceva e, ancor più importante, era il saper accontentarsi ed essere umili. Così ogni mattina si alzava, ringraziava la volpe per non averle mangiato le galline, la terra per offrirle i tuberi, il cielo per aver evitato la tempesta e, un bel giorno, l’orizzonte per aver fatto comparire in lontananza la sagoma del suo amore, tutto intero.

Carlo Galli

(Per il primo tema)

Informazioni su Carlo Galli

Non ho niente da dire... o forse tutto... penso e scrivo, scrivo e penso. Preferisco di gran lunga far parlare i personaggi dei miei romanzi... loro sì che hanno sempre qualcosa di interessante da dire... loro pensano sempre... loro, forse, sanno vivere più di me.
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12 risposte a Un viaggio nel passato, per riflettere sui nostri “problemi”… (Dedicata)

  1. tinamannelli ha detto:

    Mariarosa guardava il mondo proprio con gli occhi del cuore, stupendo il tuo racconto, davvero bravo, complimenti

  2. jalesh ha detto:

    Un eccellente racconto che fa riflettere e capire quanto sia importante affrontare la vita sorridendo e vivere con gli occhi del cuore…..Ottima l’ambientazione …complimenti fervida immaginazione ed originale l’interpretazione del tema settimanale.

    • Carlo Galli ha detto:

      Grazie cara… ho sempre provato una profonda malinconia per quel periodo storico… nei paesini annuso gli odori attraverso i racconti delle persone che li hanno vissuti… non so perchè, ma ho l’impressione che era un epoca più dura ma più bella… e ci avrei voluto esser dentro

      • jalesh ha detto:

        In quel periodo credo che le persone che lo hanno vissuto, visto la guerra, le privazioni, la mancanza fisica degli uomini partiti non solo per difendere la patria ma anche per trovare lavoro si siano temprate a quella vita grama e guardavano il mondo con altri occhi…appunto con quelli del cuore…sono d’accordo con te. Bisous

  3. Rosemary3 ha detto:

    Un racconto che mette in risalto proprio il tema proposto: guardare con gli occhi del cuore, apre strade altrimenti serrate…
    Ros

  4. wsa0 ha detto:

    Per me leggere queste righe é stato come vedere la mia infanzia quando trascorrevo l’estate in campagna da i miei nonni materni ma le loro vacche erano grasse , e le galline facevano uova tutti i giorni.non ci mancava nulla.per gli occhi di un bambino é una magia vivere in campagna in mezzo alla natura e con gli animali …buona serata Carlo

  5. 65luna ha detto:

    Emozionante, Bravo! Ciao,65Luna

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