Il Sogno


 

Non arrenderti mai, perché quando pensi che tutto sia finito, è il momento in cui tutto inizia…

Piero era sbigottito, fuori di se, non riusciva a ancora a crederci! Lo avevano licenziato! Era il suo terzo lavoro, sembrava che tutto filasse liscio, e invece questa mattonata sulla testa, si sentiva perso, e si chiedeva cosa non era andato per il verso giusto, poi come un lampo, un ricordo gli tornò alla mente, aveva visto il figlio del titolare uscire dall’ufficio personale, ecco, era spiegato l’arcano, il suo posto era diventato del bamboccio viziato e coccolato dal papà! Quest’idea lo inveleniva ancora di più, e come se non bastasse anche la ragazza lo aveva lasciato, con un sms, -quella bertuccia!- Era così incazzato che avrebbe fatto di sicuro qualcosa di brutto, o di sbagliato se non avesse incontrato il suo amico, Enrico, il suo compagno di giochi, quello sulla cui spalla potevi sempre piangere, e che sapevi che ti avrebbe sempre aiutato. E così fece anche quella volta Enrico, lo ascoltò senza mai fiatare, finché Piero buttò fuori tutto il veleno che aveva in corpo. Lo rincuorò e insieme andarono al bar per festeggiare: – la morte del terzo lavoro- urlarono insieme. Ma il destino stava per cambiare totalmente le loro vite, e loro non lo sapevano, insieme avevano spedito il brevetto di una loro idea, ma da quel momento erano passati quasi tre anni e loro non solo s’erano rassegnati a non avere una risposta, ma quasi lo avevano scordato. Il telefonino di Enrico cominciò a squillare in contemporanea a quello di Piero, una garbata signorina in un perfetto inglese, diede appuntamento ai due ragazzi nella loro sede di Milano. Si guardarono increduli, poi si abbracciarono felici, dandosi pacche sulle spalle senza riuscire a profferire parola tale era l’emozione, le persone all’interno del bar li guardarono stupiti, pensando ad un attacco di pazzia improvviso. Piero ed Enrico diedero subito la notizia agli amici e ai parenti, tutti tifavano per loro, e la mamma di Piero a loro insaputa, era anche andata in chiesa per una novena, per quei due poveri ragazzi. Piero ed Enrico quasi non credevano a quanto avevano sentito, sembrava loro un miracolo, Enrico era disoccupato da sei mesi e Piero in tre anni aveva lavorato per un totale di otto mesi, entrambi vivevano grazie all’ aiuto dei genitori, e questo non osavano dirlo, ma li avviliva. Andarono all’appuntamento in uno stato di grazia, e d’apprensione, ma quando uscirono di lì erano al settimo cielo, il loro sogno s’era avverato, e questo significava lavoro, soldi e autonomia, finalmente Piero poteva sposare Fiammetta ed Enrico la sua amata Lucia.

Informazioni su maramassaro

amo scrivere fiabe ma mi diletto anche con racconti più lunghi, ho pubblicato un romanzo per ragazzi e sto per pubblicare un romanzo per adulti che parla di bambini. Amo l'arte sotto tutti gli aspetti e la natura, ma quando scendo con i piedi per terra amo dedicarmi al volontariato.
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6 risposte a Il Sogno

  1. Rosemary3 ha detto:

    Un mini racconto che sfocia nella realizzazione di sogni, a volte, non sempre possibile, e nella conapevolezza che non bisogna mai arrendersi…
    Ros

  2. jalesh ha detto:

    Tutto è bene quel che finisce bene….non bisogna disperare….ottimo mini racconto in tema perfetto

  3. tinamannelli ha detto:

    E vissero felici e contenti….beh una volta tanto ci vuole un poco di rosa….ottimo mini racconto

  4. orofiorentino ha detto:

    Bello, in tema e dal dolce finale…baci

  5. wsa0 ha detto:

    I sogni diventano realtà quasi sempre…la chiave secondo me é in tre parole chiave :volere ,conoscenza e coraggio = realizzazione personale
    Buona serata 🙂

  6. 65luna ha detto:

    Commovente, Brava!65Luna

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