Tutti abbiamo il diritto di vivere ( lavoro-denaro-sogno-amarezza-speranza)


Hamid aveva dovuto superare molte prove prima di riuscire ad avere il suo Permesso di Soggiorno. Da quando aveva trovato quel lavoro dieci anni prima, gli sembrò che Allah avesse ascoltato le sue preghiere, aveva toccato il cielo con un dito. Era un duro lavoro, il suo, nel reparto verniciatura di quella grande azienda, ma gli aveva permesso di coronare il suo sogno, guadagnare il denaro sufficiente per aiutare, se stesso e la sua famiglia rimasta nel Congo. Quanto aveva lottato, sin dal giorno del suo approdo in Italia, su di una nave di disperati, che come lui fuggivano dalla guerra e dalla miseria. Erano arrivati mezzi morti, sulle rive di questa nazione che prometteva lavoro e stabilita, due cose per lui irraggiungibili. Si perché lui la guerra l’aveva vissuta sulla sua pelle, quando in un attimo aveva visto sterminare la sua famiglia da un machete, mentre lui tremava nascosto dalla tonaca d’un prete, che per il timore che urlasse, gli aveva tappato la bocca con le sue mani. Per questo i problemi che aveva dovuto attraversare in Italia per arrivare a quel lavoro erano niente per lui, in confronto a ciò che aveva subito. Ma oggi con la lettera di licenziamento fra le mani, mentre pensava a tutto questo, sentiva crescere dentro di lui l’amarezza, per quel sogno che sembrava infrangersi, per un attimo si sentì disperato. Il licenziamento per lui era perdere il Permesso di Soggiorno, era ritornare al suo paese, con le mani vuote, ed il cuore gonfio, la fine della speranza di una vita migliore, per lui che voleva sposarsi, e per la sua famiglia adottiva, che viveva in ristrettezze economiche, e contava sul suo aiuto. Era seduto su quel muretto, con la testa fra le mani, smarrito, chiese al suo Signore cosa doveva fare, ed il Signore gli rispose: gli fece incontrare il giorno dopo, padre Tobia. Per un fortunato caso del destino, padre Tobia andava cercando un tuttofare, che fosse insegnante, ma anche all’occorrenza molto altro, che gioia fu per lui incontrare Hamid, si fece raccontare per filo e per segno tutta la sua storia, grande fu il suo stupore sentendo che era laureato in economia, non ci pensò su nemmeno per un attimo quel posto era di Hamid, ne era sicuro. Hamid sentì rinascere dentro di lui la fiammella della speranza.

Informazioni su maramassaro

amo scrivere fiabe ma mi diletto anche con racconti più lunghi, ho pubblicato un romanzo per ragazzi e sto per pubblicare un romanzo per adulti che parla di bambini. Amo l'arte sotto tutti gli aspetti e la natura, ma quando scendo con i piedi per terra amo dedicarmi al volontariato.
Questa voce è stata pubblicata in post guidato, racconto. Contrassegna il permalink.

5 risposte a Tutti abbiamo il diritto di vivere ( lavoro-denaro-sogno-amarezza-speranza)

  1. orofiorentino ha detto:

    Troppi vivono così, con quest’ansia continua. Hai fatto un bellissimo racconto perfettamente in tema, bravissima. Un bacio

  2. jalesh ha detto:

    Uno splendido racconto attuale alla situazione economica del Mondo con tutte le parole guidate

  3. tinamannelli ha detto:

    Bellissimo racconto, colmo di vita vera, di speranza e di bontà, mi hai commosso

  4. Rosemary3 ha detto:

    Uno spaccato di vita che fedelmente rispecchia la situazione in cui si versa in questo momento…
    Ros

  5. Freawaru ha detto:

    Piaciutissimo anche per quel finale di speranza!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.