Limite


Questa aurora è dedicata a chi la vuole
sentire, lievemente sulle gote
mormora, se tu vuoi, la cantilena del “do”
si propaga,
per i crini e le tempie e la nuca il suo “sì”
si propaga. Scorre, in voce di virtuoso,
l’adagio che brama dal nuce
per il collo e le spalle e prosegue
lungo il dorso in rilievo, e si appresta
a livellare le tue forme e imperlarle
di autunni in germoglio.
Sei violenta puntura di rossa e bianca strama,
impeto di giganti giunture di bellezza,
attendi, grida, esulta, siedi e riposa
perchè il canto mio è pari a una tempesta
che sfida una tempesta ferina similmente,
lo sguardo sul mondo e dal mondo lo sguardo,
e la voce che getta petardi è la vostra, sguardi
di donne fini come crini di beate sculture,
lucenti barbagli di vespri
nel mare del mio oscuro verseggiare.

Informazioni su stefanobu

Non lo so che cosa vado a raccontare. So soltanto che ho qualcosa che mi andrebbe di esprimere, qualcosa che mi arde dentro e non mi abbandona mai. Questo qualcosa, forse, potrei chiamarla ispirazione di vivere, o soltanto inettitudine, o devianza attitudinale.
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4 risposte a Limite

  1. Rosemary3 ha detto:

    Sempre un’emozione leggerti, Stefano: versi sicuramente coinvolgenti…
    Ros

  2. jalesh ha detto:

    Un solfeggio di note in crescendo davvero meravigliosi i tuoi versi

  3. tinamannelli ha detto:

    Sempre travolgenti e impetuosi i tuoi versi

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