Vigilia


FELICE NATALE A TUTTI VOI!!!

Come dicevamo

prese ad albeggiare.

Pendule gelide

le gole ai festoni

cantavano alterne

liriche a colori.

Liete sulle cime

nevi di una seta

tanto cara al cuore

ardevano accese,

dall’ombra dei pini

i viali brillavano.

Ai soffici lati

di quella piazzetta

gioiosi al mercato

di fiabe di legno

vedesti quel viso

stupirti, creatura.

Quindi la scrittura,

le note ed i canti,

ricerca affannata

d’un dove e d’un nome,

l’attesa spossata

e gli anni a ritroso.

Poi feste, le grida,

i doveri ingrati,

il buio per strada,

le grigie facciate,

i gesti mendici

di poveri uomini.

E tu, come all’urlo

del tuo protettore

ti richiami al bordo

come il vecchio uomo

smarrito, tu solo

lo speri in eterno.

Si spera che la briosa suggestione tanto a lungo ed a fondo ricercata rimanga in eterno, non svanisca nè sfiorisca, nè si deturpi col proseguio dei giorni, con la rotazione delle consonanti del tempo, e la triste e debole fatica che il quotidiano tiene sotto il braccio amaramente. 

Si spera che l’atmosfera tanto grande ed appagante sia perenne nei panneggi e nei contorni, e tratti chi l’ammira e ne è attraversato con la grazia e la beneficenza più alte e pensabili. 

Tanto vasta è la bellezza dell’arcana suggestione, 

tanto vani e limpidi sono i suoi tratti, fissi e sfusi,

che a cantarli e decantarli l’autore non potrebbe 

mai finire, avendo bene in mente che quanto ha scritto

è cosa nulla, infima quanto un granello di sasso nel fiume.

Trattare per scritto l’incaglio di una suggestione 

provocata dall’emeregere lento e graduale

di una particolare atmosfera è cosa non molto

fattibile, alquanto a compiersi ardua e deludente,

poichè le parole sono poche e tanto limitanti,

tanto ingombranti e tanto insignificanti,

che il pensiero in immagini si ritrae inorridito.

Vedere e sentire, e potere soltanto in tale maniera agli altri

far capire l’immensità di una suggestione,

liberi e lontani dal dramma dei punti a capo,

delle lettere, dei sintagmi, delle voci, dei concetti.

Vedere l’inesprimibile,

sentire l’inconoscibile.

Percepire, credere, avvertire,

sostare per un attimo nel nulla dai confini scomposti e slegati,

dormire nel miracolo dei propri paradisi sognati,

gioire per questo e mentire al quotidiano,

lasciarsi con l’ovvio, smarrire la rotta

del due per due quattro,

partire per l’oltre, cadere sull’altrove,

portarsi, cadersi, lasciarsi

vivere e custodire dal suono e da un Sole

che tardi a smagrire.

 

Informazioni su stefanobu

Non lo so che cosa vado a raccontare. So soltanto che ho qualcosa che mi andrebbe di esprimere, qualcosa che mi arde dentro e non mi abbandona mai. Questo qualcosa, forse, potrei chiamarla ispirazione di vivere, o soltanto inettitudine, o devianza attitudinale.
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5 risposte a Vigilia

  1. Rosemary3 ha detto:

    Un Natale che sia foriero di tanta serenità…
    Splendidi versi, Stefano…
    Ros

  2. jalesh ha detto:

    Una Vigilia decantata da versi stupendi colmi di emozioni suggestioni riflessioni e speranze…Tanti auguri Stefano bisous

  3. jekyllundhyde ha detto:

    Buon Natale Stefano versi sempre superlativissimi

  4. tinamannelli ha detto:

    Grazie Stefano, bellissimi versi, tantissimi auguri a te, un abbraccio

  5. mondidascoprire ha detto:

    Grazie Stefano, auguri di Buon Natale anche a te

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