In viaggio


Il treno va… sulle sue ruote rotonde…

Così il cantautore descrive quell’insieme di metallo, tecnologia e uomini che scorre su un percorso prefissato, su binari paralleli che conducono ad un altrove, ad un lontano punto d’arrivo.

Il viaggio si manifesta in tutta la sua dimensione. Sei racchiuso in una scatola metallica, tu con altre persone, e osservi, da un microcosmo, attraverso i suoi schermi (i finestrini) multiformi paesaggi al variare della velocità, al variare dei chilometri, al cambiare dei luoghi. È un diorama in movimento che questo Nautilus terrestre, ancorato alle sue rotaie, ti propone. Grandi spazi aperti, che normalmente, nel quotidiano, non incontreresti mai, si affiancano e si intrecciano in una danza di luci e colori.

La staticità del vagone, della poltrona, viene stornata da questo caleidoscopio di tratti geografici, di case, di quinte di alberi, di biciclette e persone che passeggiano. Auto in coda, ferme ad un passaggio livello. E poi ancora: città che si alternano alla campagna, fiumi che scorrono, specchi d’acqua che riflettono alberi, nubi, frammenti di cielo. Cascine attorniate da campi. In distanza, un trattore sembra una mosca. Hai una fugace visione di un cane che attraversa una strada parallela alla massicciata. Poi il cielo inizia a colare. Gocce d’acqua che rigano il finestrino, che scorrono in diagonale, che inseguono filari d’alberi, quando tutto ad un tratto il cielo sparisce , il panorama si azzera. Piombi in un buio assoluto mentre il treno attraversa una galleria che ti sembra eterna. Ma subito un raggio di sole ti colpisce gli occhi. Il panorama cambia e con esso variano anche le condizioni metereologiche. C’è un rumore di scorrimento, un ritmo modulato di sobbalzi che ti culla, che ti rilassa. E allora ti abbandoni ad esso e abbassi la soglia di attenzione. Sei comodamente seduto, la temperatura dell’ambiente è gradevole, il panorama scivola via come lampi di uno stroboscopio, le tue palpebre lentamente, molto lentamente, si rilassano.

Senti la gravità del tuo corpo farsi viva, tra i tenui sobbalzi… tra filari di pali che sorreggono cavi elettrici, tra grigie cabine, rotaie e scambi… isolatori ceramici… traversine di cemento… un cartello di un azzurro stinto… che scivola via… in alto, nel cielo, un aereo…

Socchiudi ghi occhi e ti abbandoni al ritmo del treno.

Tun, tutun, tun, tutun, tun, tutun…

E allora, nella tua mente, la canzone prende voce e ti accompagna nel viaggio.

E il treno va… sulle sue ruote rotonde…

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2 risposte a In viaggio

  1. Rosemary3 ha detto:

    Sembra quasi udire la cantilena delle rotaie… Posso assicurati che mi sono lasciata trasportare dal treno e… sono riuscita a vedere con i tuoi occhi e udire con le tue orecchie: percezioni che sfiorano l’anima, soffiandole l’incanto di un viaggio…
    Grazie Rinaldo per averci donato queste intense emozioni…
    Ros

  2. tinamannelli ha detto:

    Davvero scrivi benissimo, ho viaggiato poco in treno, ma davvero ci si abbandona al quel rumore, e la mente va…….complimenti

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