Né più mai toccherò le sacre sponde
ove il mio corpo fanciulletto giacque,
Zacinto mia, che te specchi nell’onde
del greco mar da cui vergine nacque
Venere, e fea quelle isole feconde
col suo primo sorriso, onde non tacque
le tue limpide nubi e le tue fronde
l’inclito verso di colui che l’acque
cantò fatali, ed il diverso esiglio
per cui bello di fama e di sventura
baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.
Tu non altro che il canto avrai del figlio,
o materna mia terra; a noi prescrisse
il fato illacrimata sepoltura.
UGO FOSCOLO
Ho postato tante poesie sul mare, oggi mi sono ricordata di questi versi studiati a scuola, quando ero una ragazzeta, imparati a memoria, una volta si usava molto. Ho pensato che fosse giusto postarla, parla del mare e della sua amata isola, parla di Ulisse che sul mare passò buona parte della sua vita e poi è così bella, armoniosa, musicale e in questa crociera ci sta proprio bene. Poi una poesia così non si scorda mai, riesco ancora a ripeterla senza mancare un verso……grazie alla mia professoressa di italiano che volle che la mettessimo a memoria e ricordo che ebbi un bel sette ,quando mi interrogò e io la declamai, come mi aveva insegnato il mio papà.
Ma.Vi. by Tina Mannelli

Splendida poesia
grazie Tina, un tuffo nel passato.
Un abbraccio
Chiara
Stupendo petalo del passato grazie Tina kisss
Stupenda scelta…ottimo Petalo del Passato
Mitica….
Indimenticabile ….versi superlativi