Bussokusekika


Osservo il mare
e la voce ne intesso
eterno canto

Nell’incanto notturno
tra le benigne braccia
un meditar di sogni

© Rosemary3

Immagine rielaborata

illusione.blog.tiscali.it

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Un grande….Le Petit Onze


Eduardo
volto sofferto di Napoli
l’indimenticabile attore
resterà grande
sempre
Ma.Vi

Trenta anni fa se ne andava un grande del teatro, della storia italiana. Abbiamo riso e pianto con lui. Eduardo de Filippo era “il teatro” un giorno disse “Quando sono in palcoscenico a provare, quando ero in palcoscenico a recitare… è stata tutta una vita di sacrifici. E di gelo. Così si fa il teatro. Così ho fatto!”

Immagine dal web

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Estasi d’amore


PENSIERI

Sola
nel respiro del vento
mi perdo

navigando nei miei
pensieri

Nell’amore mi sono
smarrita

nella sua estasi
mi ritroverò

 

Lucia Boggia

 

Immagine da  people.virgilio.it

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Luna beffarda


Sorriso ironico
sul volto della luna
mi guarda beffarda
spente le stelle
come il mio cuore
Un pallido raggio
poca luce sulla strada
vado sola
e lei sorride ancora.
Ma.Vi

Immagine http://www.poesianuova.com

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Zucca


Zucca

dal sapore che ammalia

nel dolce agro

regina domina

Halloween

Zucche di Halloween

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Putti al fresco


C’era un bel fresco e nel vederli così nudi e con l’acqua che scorreva mi fecero una gran tenerezza…..mah si vede che invecchio…

Ma.Vi

Foto personale scattata in Belgio forse ad Anversa (ho dimenticato di annotare, devo cominciare a preoccuparmi…?)

 

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Una nuova vita


Chiudo gli occhi
non penso a niente
resto ferma e attendo
cerco lo spirito

Nel silenzio
di questo tempio
senza pareti
attendo l’aurora.

Il primo raggio di sole
mi sfiorerà il viso
il suo calore
a nuova vita mi condurrà
Ma.Vi

Immagine it.dreamstime.com

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Desiderio, cuore, emozioni


Verità nascosta, il desiderio
di cullarsi in questi sogni,
accompagna la voglia di capire.
L’enigma del cuore è lento
ma si scioglierà aiutato dalla
sincerità.
Dorata immagine, dove gli occhi
riflettono ciò che non possono dire.
Attendere che le emozioni si scontrino
con il desiderio, sarà la pace e il
ritrovare un desiderio di vita unico.

oddonemarina

immagine web

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Petit-Onze MEDITARE


Meditare

vuol dire amare sempre

perché l’amore verrà

apprezzato dal

cuore

oddonemarina

immagine web

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Sedoka


c939fff1286afbe4a350d35931cfadc0-d5pfkum

la terra dorme -
nel profondo respiro
d’immobili dimore

la terra dorme-
avvolta dal silenzio
e tinte di cenere

*

Eufemia

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Il nostro viaggio…


scogliere

La musica carezza le orecchie, come soffio di vento tra le nuvole. Una musica senza strumenti, quasi come se provenisse dal cielo o fosse impregnata nell’aria.
Sono lì, tra una comunità new age, riunita per rilassare lo spirito e per parlare con l’essenza della natura. Tutti in cerchio, danzando una molle e lenta danza e invocando spiriti a me sconosciuti… Mi giro: ci sei anche tu. Hai deciso di fare questo viaggio con me, per ritrovare insieme l’armonia, per capire quanto forte sia il nostro legame… se potrà reggere al freddo e alle intemperie. Una sorta di trance ci prende: mano nella mano, cominciamo a viaggiare con le nostre menti, tracciando insieme il cammino tanto agognato.
Le suole delle scarpe calpestano le gialle e morte foglie del parco, sulle panche tante coppie che si guardano felici negli occhi o bimbi in braccio alle loro madri;
noi camminiamo, rivivendo il nostro viaggio e tuffandoci in un altro: tu perso nei tuoi pensieri, io cercando di raggiungerti e dandoti la caccia, tra le scogliere di una meravigliosa e deserta spiaggia. Mi guardi, non occorre parlare: hai capito, ora mi segui tra quelle scogliere, ti tuffi con me nella sabbia, per poi con me lavarti nell’acqua salsa del mare. E ancora con un muto sguardo torniamo lì, nel parco…
Noi due, soli, tra le morte foglie e una panchina… in un indissolubile abbraccio…
Poi tace la musica, le luci si accendono. Apro gli occhi e mi ritrovo nella sala della palestra: la lezione è terminata.

Lucia Boggia

Immagine da koalaviaggi.blogspot.com

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Quel che penso….


Meditare vuol dire lasciare tutto fuori di noi, è come entrare nella Chiesa di Dio e lì che troviamo pace e in quella pace riconosciamo noi stessi ed è più facile poi capire ed amare.

Ma.Vi

Immagine  iluoghidelcuore.it

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Katauta dell’amore


un’attrattiva
come di un senso di sé
fa camminare amore

mondidascoprire

Marc Chagall

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Come incontrare l’immenso…


Quando si guarda un’Ulivo secolare, si ha la vera sensazione di essere davanti ad un padre, a qualcosa di Eterno. Un’essere che ha raccolto tutte le sue forze per superare tutto e raggiungere quell’Oltre che ci affascina e ci attende. I suoi rami sono un Inno alla vita, il suo tronco la sopportazione ai dolori, le tempeste. Le racchiude in se in un abbraccio immenso. Davanti a lui medito e incomincio a capire la vita.

@ orofiorentino;

Immagine da…www.controappuntoblog.org

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Un putto tra i libri


Fotografato in un museo del Belgio, non ricordo la città, era fra libri antichi. 

Ma.Vi

Foto personale

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Luce – Le Petit Onze


Luce
come raggio di stelle
un volto illumini
che luna
cela

© Rosemary3

Immagine rielaborata

digiland.libero.it

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Teotokos… Le Petit Onze


Volto
fra luna e stelle
un raggio illumina
soave luce
tenerezza
Ma.Vi

Guardando l’Icona più amata e venerata nella chiesa russa ortodossa. Teotokos che in greco vuol dire “Madre di Dio”

Ma.Vi

Immagine http://www.semig.org

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Senhal


pensiero

Scavo
tra i miei pensieri
sosto mi chiedo
quale nome
darti

Lucia Boggia

Immagine da raccontipensierieparolediunpazzo.blogspot.com

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Petit Onze


Volto

raggiante di luce  riflessa

sprigiona raggio dalle

stelle alla

luna.

Chiara

forum.spaziogames.it

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Volto….acrostico


V iaggia su un pallido raggio
O ra il mio pensiero
L una discreta rischiara il volto
T ante stelle brillano in cielo
O ltre la luce ritrovo serenità
Ma.Vi

Immagine http://www.filippo-corveddu.it

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Osservo…


Osservo il fiume
scorre lentamente
riposa il pensiero
come l’acqua placida
che va verso il mare
Mi lascio andare
le nuvole nel cielo
seguono il vento
la mente segue la pace
tutto è silenzio
niente più intorno
solo un mondo di luce
e lascio che entri in me
Ma.Vi

Immagine http://www.travelemiliaromagna.it

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Abbasso il freddo


Odio il freddo.
Odio, alla mattina, dover lasciare il mio letto caldo.
Odio dovermi mettere la sciarpa, il cappellino e un bel cappotto pesante (per poi togliere tutto sul treno).
Odio avere le mani fredde.
Odio, al lavoro, quando le persone che entrano non chiudono la porta principale e fanno entrare tutto il freddo.

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Petalo del Passato del mese di Ottobre 2014


Il Petalo del Passato del mese di ottobre è il seguente brano:

Lei

di

Egyzia72

old_man____by_JoaGna

Non ero così
lo sono diventato
il tempo mi ha cambiato
la sua mancanza
mi ha devastato
prima il cuore
e poi l’anima.
Ho le stesse parole di sempre
quelle che le dicevo una volta
le più tenere
le più sentite
quelle che le piaceva sentire.
Non le pronuncio più ormai
da tempo troppo quanto basta
per essersi fatte vuote
nel vuoto solo ogni tanto
a bassa voce le sento
appiccicate sulle labbra
ma non sono così dolci
come quando le sussurravo a lei.
E la guardavo negli occhi
incantato della sua
meravigliosa bellezza
le stringevo le mani
la portavo al mio petto
per stringerla ancora e ancora
quando tempo mi dovrò
dannare la vita quel che mi resta
senza lei.
Sono vecchio dentro e fuori
ogni ruga mi ricorda lei
ogni assenza mi parla di lei
come i miei passi lenti
solo interminabili passi vuoti.
Non c’è differenza
della vita ora
era allora che
c’era qualcosa di differente.
Mi manchi !!!

Egyzia72

Slide e recensione a cura di Jalesh

Il Petalo del Passato di questo mese di Ottobre2014 è dedicato al brano di Egyzia72 che si intitola “Lei”.
L’autrice ha descritto in modo tenerissimo dolcissimo e tristissimo un momento della vita molto delicato…la solitudine per la mancanza e la perdita di Lei, la sua dolce metà.
Non è facile affrontare la vita quando la si è percorsa per tantissimi anni con la stessa persona. Manca tutto di Lei non solo la presenza, la voce, il suo vagare per la casa.
Oggi si ritrova solo e nemmeno le parole che suscitavano tanto amore a Lei è capace più di dirle anche sotto voce…è triste star da soli e sentire quanto mai la sua mancanza. La vita era differente quando c’era Lei, tutto sembrava più facile, tutto sorrideva…oggi è solo…e Lei Manca.
Che dire Egyzia !!! hai scritto uno stupendo brano commovente che ha colpito tutti noi con grande maestria e padronanza linguistica.
Ti ringraziamo e ci complimentiamo. Bravissima

Jalesh

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Camminando


Malciaussia

Non potevo pensare che a quegli spazi, nella libertà più assoluta della natura. A quei prati, a quei boschi che risuonavano di fauna. Tracciavo dei percorsi su delle mete brevi. E mi pareva di attraversare il vento. Anche i piedi parevano risentire di quel camminare, di quella sensazione di peso dello zaino. Ma la gravità era effimera, si perdeva tra i rami della pineta, solcava quel cielo azzurro punteggiato da nubi, mentre la montagna severa taceva. Sentivo il calore del sole sulla pelle o l’umidità della notte entrare nei miei vestiti, e mi sentivo leggero, leggero. Guardavo, al termine del temporale le gocce che scivolavano dagli alberi. Lente spostavano il loro peso dalla pagina superiore della foglia verso l’erba del prato. Sembravano scivolare piano come melassa. Goccia dopo goccia.

E goccia dopo goccia, nella pallida penombra della camera d’ospedale, osservo ipnotico l’ombra proiettata sul muro, là sopra il letto, dell’asta di supporto delle flebo. Il braccio metallico sfuma nella sua forma arcuata dei due contenitori, e vedo stillare il liquido che scivola lentamente dentro il mio braccio. Le mie funzioni vitali si concedono il riposo del mio corpo che giace immobile, immerso nei suoi fluidi umori, in un letto ospedaliero. Il lento sonnecchiare dei pazienti cala come un sipario sulla grande mancanza di suoni, sull’assenza del gesto, sul tacere della parola. Mi assopisco con lo sguardo fisso su un particolare, un punto infinitesimale, una assenza voluta nel diffuso grigiore che mi attornia. E lieve scivola il mio pensiero, che spazia vagando, uscendo dalla piccola camera proiettato verso i confini dell’infinito, mentre la notte lentamente lascia posto alla colorata alba del domani.

Il viaggio è nella testa, di Jean Baudrillard

Fotografia dell’autore

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Santiago di Compostela


Aveva un sogno nel cassetto…riuscire a fare il pellegrinaggio a Santiago di Compostela. Qualche mese prima aveva saputo di essere malato, ma la speranza era tale che riusciva ad organizzare questo pellegrinaggio nei suoi minimi particolari. Si era anche scelto un amico per il viaggio, appena guarito tanto erano le possibilità di farcela. Ogni giorno visionava ogni località con minuzia ed annotava tutto su un taccuino. La gioia era tanta soprattutto dalle notizie interessanti che prendeva sui luoghi che avrebbe dovuto attraversare. Insieme al suo amico d’infanzia avevano deciso di affrontare il viaggio in bicicletta. Era tutto perfetto, ma il destino non accompagnava il suo desiderio, la malattia andava per le lunghe ed ogni giorno passava a fantasticare questo viaggio disegnato nella mente. Voleva fare questo pellegrinaggio, si era intestardito, ma il fato non glielo ha permesso purtroppo….un viaggio rimasto per sempre nella mente insieme a tutti gli altri sogni di ragazzo …..

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